Visualizzazione post con etichetta malattia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta malattia. Mostra tutti i post

lunedì 2 novembre 2015

“Noi come Te”.

A Bra nasce un’associazione per le donne operate al seno.




Un gruppo di donne che si tengono per mano: il logo dell’associazione “Noi come Te” ben racconta l’importanza del legame e della condivisione nell’approccio alla malattia, in particolare quella oncologica. La nuova realtà, nata a Bra dalla volontà di alcune braidesi direttamente coinvolte nella lotta al tumore al seno, si rivolge a tutte coloro che hanno vissuto o vivono la medesima esperienza, offrendo loro sostegno e collaborazione. 

“Noi come Te”, che gode del patrocinio del Comune di Bra e dell’Asl Cn2, nasce dal desiderio di accompagnare le donne che vivono questa esperienza durante il corso della malattia, condividendo con loro paure, ansie, ma soprattutto speranze – ha spiegato la presidente Vola - "La vita non si ferma davanti a una diagnosi di cancro, ma bisogna crederci, insieme. Anche per questo, vogliamo creare una rete capace di favorire eventi di socializzazione e spazi benessere per una migliore qualità della vita durante la terapia oncologica, veicolare informazioni utili e promuovere conferenze e dibattiti, affiancandoci ai professionisti dell'Asl, a cui compete la cura”. Una rete di sostegno per ascoltare e consigliare, che permette di avviare sul territorio, accanto al piano terapeutico tradizionale, la sperimentazione del “malato esperto” a supporto del paziente. 

L’associazione “Noi come Te” è in via Vittorio Emanuele 3 a Bra, presso gli spazi dell’Asl. 
Per mettersi in contatto con le volontarie, scrivere all’indirizzo noicomete@virgilio.it oppure chiamare il numero 3926051940.

martedì 18 agosto 2015

QUANDO UN GENITORE SI AMMALA: COME COMPORTARSI CON I BAMBINI.

In linea generale, ogni genitore amorevole verso i propri figli tenderebbe a proteggere i bambini da tanta sofferenza, evitando di far sapere loro cose così terribili, soprattutto quando la malattia colpisce   il genitore stesso. Questo comportamento, però, non è affatto il più utile per aiutarli ad elaborare e vivere più serenamente la quotidianità che li aspetta. Anzi..

Evitare di affrontare il discorso equivale a tenerli fuori da tutto questo, cioè escluderli e privarli della possibilità di capire ciò che sta succedendo attorno a loro, di sentirsi partecipi, di rendersi utili e non passivi.

E' dunque sempre utile e mai traumatico raccontare ai bambini la verità, anche se questa è molto difficile da spiegare e da vivere. Ciò che potrebbe essere traumatico, al contrario, sarebbe vivere una situazione angosciante in cui non si comprende cosa succede. 

L'ideale sarebbe che la comunicazione fosse svolta direttamente dal genitore, ma  non sempre egli si trova in una situazione emotiva sufficientemente stabile da poterlo fare. In tal caso, affidatevi all'équipe medica di riferimento o ad uno psicologo. Essi potranno aiutarvi in questo compito.

Considerate che avere le informazioni necessarie per capire e dare un significato alla realtà permette al bambino (in realtà non solo ...direi a tutti, soprattutto agli adulti), di farsi delle aspettative realistiche di ciò che potrebbe accadere e quindi di essere maggiormente preparato. 

Penso ad esempio a tutti i ricoveri, esami o emergenze ospedaliere che durante una malattia si susseguono numerose. E' importante poter spiegare al bambino perché il genitore potrebbe dover andare in ospedale, per quale motivo, cosa gli faranno e chi se ne occuperà, in modo tale che quando questo capiterà il bambino non ne sarà sorpreso e potrà vivere la situazione con sufficiente controllo.

Insomma, anche se è apparentemente una cosa molto dolorosa, parlare con il bambino della malattia è il modo più terapeutico in assoluto per fargli capire che non è un tabù, che si può affrontare e che anche lui può contribuire in modo utile e positivo.

E ricordatevi sempre che non c'è un modo specifico per dirlo. Spiegatevi nel modo più spontaneo possibile, fatelo per come vi viene in quel momento e per come ne siete capaci. La cosa più importante sarà l'emozione e la genuinità. ... e se non vi uscissero più parole, ricordate che un abbraccio o il contatto fisico comunicano allo stesso modo la vostra vicinanza.


Se vi servisse invece un supporto psicologico, per voi o per il vostro bambino, non esitate a telefonare.
Capiremo insieme come affrontare le difficoltà, un passo per volta!



DR. GIOVANNA OLIVERO
Psicologa Psicoterapeuta
Specialista Età Evolutiva
3477025158

Ricevo privatamente a Moncalieri (To) e Bra (Cn).






sabato 23 maggio 2015

BAMBINI E TRAUMA: COME AIUTARLI.

Lutti in famiglia, incidenti stradali, malattie, aggressioni, furti, scippi, ... 
Molte sono le situazioni che possono essere emotivamente traumatiche per chiunque, in particolare per i bambini. Essi, insieme agli adolescenti, sono più sensibili degli adulti e possono riportare conseguenze anche molto gravi e durature, dovute all'aver vissuto esperienze che la loro mente fa fatica ad elaborare.
Le loro reazioni variano a seconda dell'età e dell'importanza emotiva dell'evento che li ha colpiti. Tenete presente che i bambini in genere hanno molta difficoltà a verbalizzare le loro emozioni. Esse vengono più facilmente espresse attraverso IRREQUIETEZZA, AGITAZIONE, SCOPPI DI RABBIA, PAURA DEL BUIO, PROBLEMI DEL SONNO, INCUBI, PAURA DI ESSERE ABBANDONATI. Possono anche emergere sintomi fisici, come MAL DI TESTA, MAL DI PANCIA, comportamenti regressivi come fare la pipì a letto. Spesso il bambino scoppia a piangere o si rattrista, apparentemente senza un motivo preciso: questo è un segnale che nella sua mente c'è qualcosa che lo turba e che lo fa soffrire. Allora va aiutato!

Il bambino teneramente difficilmente sa associare i sintomi di malessere all'esperienza traumatica vissuta: il corpo e il comportamento spesso parlano al suo posto. per questo motivo non possono chiedere aiuto da soli.

Occorre che un adulto si faccia portavoce dei suoi disagi e che lo accolga nella sua sofferenza. Eventualmente l'adulto può chiedere l'aiuto di un professionista psicologo, che lo supporti in questo difficile compito.

Aspettare che il sintomo passi, nella quasi totalità dei casi è peggiorativo, poiché la sofferenza resta e i sintomi si strutturano sempre di più, fino a diventare in alcuni casi un vero e proprio problema.

Perciò non avere paura. Non aspettare oltre.
Chiamami e insieme affronteremo la difficile situazione che tu o il tuo bambino state vivendo.

Dr GIOVANNA OLIVERO

PSICOLOGA PSICOTERAPEUTA
SPECIALISTA ETA' EVOLUTIVA
TERAPEUTA EMDR
Riceve a Moncalieri e a Bra
CEL.: 3477025158

Per approfondimenti vedi pagina del sito corrispondente:
http://www.synergiacentrotrauma.it/arg_Esperienze-traumatiche_12/art_Il-trauma-nei-bambini_106